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KENYA

Panoramica

Kenya, ovvero riserve naturali sorprendenti, montagne innevate, foreste equatoriali, spiagge incontaminate. Ma il Kenya è anche la patria del safari.
I primi esploratori europei approdarono su queste coste con l'intento di esplorare l'ignoto e il "selvaggio". I loro portantini chiamarono queste esplorazioni "safari", che in Swahili significa semplicemente "viaggio". E da allora , "safari" è il viaggio d' avventura. Una delle avventure più belle o forse più suggestive che si possono vivere in queste terre è il ripopolamento delle praterie del Masai Mara,quando, dopo le piogge, nelle ampie pianure rimbomba il boato degli zoccoli di un milione e mezzo di gnu, in migrazione verso il Nord dal Serengeti.
Una visione che supera ogni fantasia: un infinito torrente di vita che dilaga nell'immensità del verde. Se invece amate il mare, il Kenya offre 400 chilometri di coste, dove rilassarsi tra palme frondose, acque cristalline e spiaggia bianchissima.
La Costa Sud è l'ideale per pesca e immersioni, si può nuotare con i delfini e visitare le grotte. Vicino Malindi, a Watamu, è piacevole visitare le foreste costiere quasi inviolate. Sul delta del fiume Tana una spiaggia deserta costeggia gli estuari del fiume, che pullulano di ippopotami, bufali, antilopi e coccodrilli. Da queste parti forse è meglio evitare le immersioni...

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Posizione Geografica

Il Kenya è uno Stato dell'Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l'Uganda, a nord-est con la Somalia e ad est con l'Oceano Indiano.

Superficie

La superficie è di 582.650 chilometri quadri.

Popolazione

La popolazione è di circa 31.500.000 abitanti.

Capitale

Nairobi.

Città Principali

Nyeri, Mombasa, Embu, Garissa, Kisumu, Nakuru, Kakameda, che sono i capoluoghi delle province in cui è diviso il Paese. Nairobi è capitale di una regione indipendente.

Aeroporti serviti da Livingston

Aeroporto internazionale di Mombasa.

Cenni Storici

Le più antiche tracce umane del Kenya appartengono ad alcune tribù nomadi risalenti al 2000 a.C. Altre tribù arrivarono da ogni parte dell'Africa tra il 500 a.C. e il 500 d.C. Quando queste cominciarono a migrare verso l'interno del paese, i musulmani provenienti dall'Arabia e dalla Persia si stabilirono, a partire dall'VIII secolo, lungo le coste dell'Africa orientale. Nel 1505, i Portoghesi attaccarono la regione. Ebbe così fine il monopolio arabo sul commercio nell'Oceano Indiano per un paio di secoli ma gli arabi riuscirono a riprendere il controllo sulle regioni costiere nel 1720. Le ruberie compiute dai Portoghesi, le costanti tensioni tra i governatori arabi, le lotte intestine tra le tribù causarono il declino commerciale ed economico della regione. Gli inglesi intanto cominciavano ad interessarsi alla zona. Sottoscrissero un trattato con il comandante masai per costruire la ferrovia Mombasa-Uganda, destinata a passare sui terreni da pascolo della tribù (l'area su cui oggi sorge la città di Nairobi). Cominciò così l'inesorabile declino dei Masai, costretti all'interno di riserve sempre più ridotte mentre i coloni bianchi aumentavano. Le varie tribù, tra cui i Kikuyu, continuarono a lottare per i loro diritti. Harry Thuku, uno dei primi leader dell'associazione politica kikuyu, venne incarcerato dagli inglesi nel 1922. Il suo successore, Johnstone Kamau (chiamatosi in seguito Jomo Kenyatta) sarebbe diventato il primo presidente del Kenya indipendente.
L'opposizione al regime coloniale crebbe sempre più: per sedare le ribellioni ci furono 13.500 morti africani (guerriglieri, civili e militari) e oltre 100 europei.
Anche Kenyatta trascorse diversi anni in carcere o agli arresti domiciliari, ma quando venne liberato nel 1961 divenne il capo del nuovo KAU, il Kenya African National Union (KANU). Portò il paese all'indipendenza, il 12 dicembre 1963 e, sotto la sua presidenza, il Kenya divenne una delle nazioni più ricche e stabili di tutta l'Africa. Alla morte di Kenyatta, nel 1978, salì al potere Daniel Arap Moi, membro della tribù Tugen.
Il governo di Moi suscitò molti dissensi da parte delle tribù locali.
Per reazione, il presidente ordinò lo scioglimento delle società tribali e lo smembramento delle università. Di fronte a questi soprusi, furono sospesi gli aiuti internazionali a favore di Moi.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e le più grandi istituzioni di assistenza chiesero la cessazione della repressione da parte del governo. Moi accolse le richieste e, con grande soddisfazione, vinse le elezioni del 1993 e del 1997. Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come vicepresidente), nel 2002 viene eletto un nuovo presidente: Mwai Kibaki, che ha fatto della lotta alla corruzione il proprio cavallo di battaglia. Kibaki ha abolito le tasse scolastiche nelle scuole elementari, consentendo così a migliaia di bambini di andare a scuola per la prima volta. Ha riformato la Costituzione nella sezione riguardante i diritti e libertà dei cittadini, ha deciso di abolire la pena di morte e rilanciato l' economia attraverso le privatizzazioni. Attualmente gode di ampio credito sia all'interno del Paese che presso gli investitori internazionali.

Festa Nazionale

12 dicembre, Festa dell'Indipendenza (1963).

Ordinamento Politico

E' una Repubblica Presidenziale.

Lingua

Lo swahili e l'inglese.

Religione

I religiosi sono così suddivisi: animisti 24%, cattolici 25%, protestanti 15%, sette di ispirazione cristiana 20%, musulmani 6%.

Fuso Orario

Sono due ore avanti rispetto all'Italia, un'ora quando in Italia vige l'ora legale.

Documenti

Necessario il passaporto, con validità residua di almeno sei mesi al momento della richiesta del visto. Il visto d'ingresso è necessario, può essere richiesto e pagato preventivamente presso l'Ambasciata del Kenya a Roma o direttamente in aeroporto. Le categorie di visto sono le seguenti:
Visto di transito (transit visa, USD 20) valido da uno a sette giorni;
Visto turistico (tourist visa, USD 50) valido per un mese, tre mesi o, in casi particolari, rinnovabile fino a sei mesi;
Visto multiplo (multiple visa, USD 110) per affari;
Visto valevole per un unico viaggio (single journey visa, USD 50);
Visto per entrata doppia (double-entry visa, USD 50) rilasciato a persone che entrano in Kenya per poi proseguire in altro Paese e rientrare successivamente in Kenya.
 

A  partire dal 1° aprile 2009 fino alla fine del 2010, il costo del visto di ingresso nel Paese sarà ridotto del 50% e passerà dagli attuali 50 dollari a 25 dollari, mentre per i ragazzi d'età inferiore ai 16 anni il visto sarà completamente gratuito.

Valuta

La moneta ufficiale è lo scellino keniota. Con il cambio attuale, per i turisti italiani una vacanza in Kenya è decisamente economica.

CONTROLLA IL CAMBIO VALUTA

Carte di Credito

Non tutte le principali carte di credito internazionali sono accettate negli alberghi, nei negozi e nei ristoranti.

Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione obbligatoria. Si consiglia comunque di stipulare, prima di intraprendere il viaggio, una polizza assicurativa adeguata, che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l'eventuale rimpatrio d'emergenza o trasferimento del malato in altro Paese.

Clima

L'alta stagione turistica va da gennaio a febbraio, in quanto il clima, molto caldo e umido, diventa in questo periodo più tollerabile. Il periodo che va da giugno a settembre ha un clima ancora piuttosto secco, mentre tra marzo e maggio (e da ottobre a dicembre) si scatenano le piogge che però non sono tali da impedire ai turisti di compiere escursioni e safari.

VAI ALLE PREVISIONI IN TEMPO REALE

Corrente Elettrica

Varia da 110 a 240 V, con prese a tre lamelle piatte: bisogna munirsi di adattatore. Si raccomanda di prestare la massima attenzione nell'utilizzo delle prese elettriche anche nelle camere da letto e nei bagni degli alberghi in quanto le norme di sicurezza adottate da questi paesi sono diverse dagli standard europei.

Telefono e Internet

Per chiamare dall'Italia bisogna comporre lo 00254 seguito dal prefisso della località e dal numero desiderato. Per telefonare in Italia dal Kenya comporre lo 0039 seguito dal prefisso della città con lo zero, più il numero dell'abbonato (Es. 0039 02 22 ... per chi chiama a Milano su telefono fisso, 0039 348 65 ... per chiama sul cellulare). Durante i safari le comunicazioni non sono garantite, non tutti i lodge ed i campi tendati nei parchi e nelle riserve sono dotati di linee telefoniche. Chi dispone di un cellulare italiano può ricevere ed effettuare chiamate, consigliamo comunque di rivolgersi al gestore per informazioni prima di partire. Qualora il cellulare fosse in copertura, si raccomanda di non usarlo per rispetto degli altri all'interno dei siti archeologici, dei musei, degli autobus, durante le spiegazioni della guida e soprattutto quando si è in attesa o in osservazione di animali selvaggi durante i safari.

Fotografie e Video

Il Kenya è il posto ideale per foto e reportage naturalistici. Non ci sono particolari restrizioni per scattare foto o realizzare delle riprese video amatoriali. E' opportuno, durante i safari, chiedere alla guida come e quando si possano scattare le foto per non infastidire gli animali o creare rumori molesti che potrebbero allontanarli.

Acquisti

L'artigianato locale è estremamente ricco di manufatti: statue e maschere di legno, strumenti musicali tipici, dipinti locali naif monili in argento, pietre dure (soprattutto malachite), gioielli in perline tipici dei Masai e tessuti di splendidi colori. Bisogna però evitare l'acquisto di oggetti e prodotti derivanti da animali in pericolo di estinzione, potrebbero fermarvi alla frontiera. Non possono essere importati in Europa: gusci, pettini, monili e strumenti musicali di tartaruga; avorio e pellami di elefante; alcune specie di coccodrilli, pellami e animali imbalsamati o vivi; uccelli rapaci, vivi o impagliati; tutti i felini con pelliccia maculata ed alcuni tipi di corallo.

La Cucina

Il Kenya non ha una vera e propria tradizione culinaria, a parte lungo la costa. In questa zona, infatti, grazie alla lunga storia di scambi con l'Oceano Indiano e il pesce sempre disponibile, si è sviluppata un'interessante cucina regionale. Riso e pesce, insaporiti con noci di cocco, tamarindo e spezie esotiche sono gli ingredienti dominanti. Un piatto tradizionale dell'entroterra è l'Irio, una zuppa di fagioli, mais, spinaci e patate servita sotto forma di morbido composto mentre il principale piatto nazionale del Kenya è il famoso 'nyama choma', ovvero carne di capra alla griglia.
In realtà la cucina del Kenya si compone essenzialmente di pesanti pietanze ripiene con fagioli o salsa di carne. Per la popolazione locale, si tratta di cibo per la pura sopravvivenza: la massima sazietà al minimo costo... Invece i "sambusa" sono sicuramente uno spuntino alla portata di tutti: frittelle di forma triangolare, fritte e farcite di carne macinata speziata. Si vende in ogni angolo della strada insieme alla patata dolce fritta, mangiata calda e cosparsa di succo di limone e di un pizzico di peperoncino in polvere.
I kenyoti amano molto la birra nazionale e i succhi di frutta, specie quello preparato con il "frutto della passione". La bevanda nazionale keniota è il Chai, il tè, bevuto a colazione e come tonico ad ogni ora del giorno: latte, acqua, molto zucchero e foglie di tè vengono portati ad ebollizione e serviti bollenti.

La Musica

La musica keniota vanto una vasta gamma di generi di musica tradizionale legate alle numerose etnie del paese, ma anche molte forme di musica pop, fra cui spicca il benga.
La musica tradizionale è quasi sempre intesa come accompagnamento di eventi, riti religiosi, cerimonie politiche, feste, competizioni sportive o per scandire il semplice lavoro dei campi. Spesso, diversi generi di musica e di danza sono riservati a determinate fasce d'età; presso gli Akamba, per esempio, i giovani si dedicano a una danza acrobatica chiamata mbeni, ed esistono balli distinti per gli adulti e per gli anziani.
Nella sound keniota predominano le percussioni, in particolare i tamburi tipici delle culture bantu. Abbastanza diffusi sono anche i cordofoni: lire, liuto e chitarre particolari. Meno importanti, ma usati dalle varie etnie, sono gli strumenti a fiato, che includono diversi tipi di corni, flauti e trombe.
Presso alcuni popoli la musica è completamente o quasi completamente vocale, in particolare quando il peso e l'ingombro degli strumenti musicali sarebbero in conflitto con uno stile di vita nomade o semi-nomade. I Masai, per esempio, non hanno alcuno strumento; i complessi cori polifonici scandiscono il ritmo.
La musica popolare moderna si sviluppò dapprima nelle zone con forte presenza europea, come l'area di Mombasa, già nei primi decenni del XX secolo ma fu negli anni '50 che nacque una vera e propria industria discografica locale, dotata di moderni studi di registrazione e in grado di dare vita al mercato della musica pop. In questo periodo iniziarono a diffondersi in Kenya le registrazioni di grandi chitarristi congolesi come Edouard Massengo e Jean-Bosco Mwenda. Lo stile di Mwenda, noto come finger-style, influenzò molti musicisti kenioti. Il finger-style prende il nome da una tecnica chitarristica che consiste nel pizzicare le corde con il pollice e l'indice; alla chitarra si accompagna in genere un piccolo gruppo di strumenti, in cui una seconda chitarra segue la prima con linee ritmiche sincopate su tonalità più basse.
Negli anni '60, il finger-style perse in popolarità, scalzato dall'emergere del benga, un genere musicale che univa elementi del kwela e del soukous (una variante della rumba originaria del Congo). Culla della musica benga, e luogo di sua massima diffusione, fu la zona del Lago Vittoria. Il benga rimase il genere predominante anche nel decennio successivo, acquisendo definitivamente il ruolo di genere pop nazionale: ancora oggi, per "benga" si intende talvolta tutta la musica pop keniota successiva agli anni '60. Fra gli artisti che negli anni '70 contribuirono a innovare il genere si possono citare i Victoria Jazz, i Victoria Kings, la Continental Luo Sweet Band e la Luna Kidi Band.
A partire dagli anni '70, si sono affermati in Kenya altri due generi di pop dominati da artisti stranieri, il pop swahili (o swahili sound) e il pop congolese (o congolese sound). Entrambi sono basati sulla rumba. Le nuove generazioni di musicisti kenioti sono soprattutto influenzate dall'hip hop e dal reggae.

Vita notturna

Nei centri turistici non mancano i locali e le discoteche. Numerosi sono i club privé. Nei locali degli alberghi ogni sera si organizzano serate di intrattenimento con spettacoli di musica dal vivo. Se invece decidete di muovervi in maniera indipendente potrete divertirvi con la gente del posto ma è consigliabile molta cautela.

Eventi e Attrazioni

L'evento più spettacolare dell'anno è la grande migrazione del Serengeti, quando, tra luglio e agosto, milioni di gnu e zebre si spostano alla ricerca di pascoli più verdi, per poi dirigersi nuovamente verso sud intorno al mese di ottobre. Il parco si trova ad ospitare la più alta concentrazione di mammiferi della terra: oltre 5 milioni di animali, motivo per cui il Serengeti è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità e Riserva Internazionale della Biosfera.
Le vere e proprie festività nazionali del Kenya sono invece il Kenyatta Day (20 ottobre) e l'Independence Day (12 dicembre). Naturalmente il più importante periodo di festività religioso è il Ramadan che cade il nono mese dell'anno lunare musulmano.

Lo sapevate che...

Vicino la città di Malindi è ubicato il Centro Spaziale Luigi Broglio, in concessione all'Agenzia Spaziale Italiana e all'Università "La Sapienza" di Roma. Il centro è utilizzato per tracciare i satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea e di altre agenzie, come quella cinese. Il centro è stato costruito nel 1964 grazie all'impegno del professore Luigi Broglio (1911-2001), pioniere della ricerca spaziale in Italia.

Il film 'La mia Africa' (1985) con Meryl Streep e Robert Redford è ambientato in Kenya e racconta l'amore della protagonista per il popolo kikuyu.

Le 10 cose da vedere

1) Nairobi
2)I l Nairobi National Park
3) La città vecchia di Mombasa
4) Il Marsabit National Park & Riserve, dove vivono leoni, leopardi, ghepardi, rinoceronti, bufali, facoceri, zebre, giraffe, iene e gazzelle.
5) Lamu, un'incantevole cittadina
6) La migrazione del Serengeti
7) Il Masai Mara National Riserve, il più frequentato parco faunistico del Kenya
8) Kakamega Forest Riserve, un'area di foreste vergini pluviali
9) Sito preistorico di Hyrax Hill
10) Amboseli National Park, dove si può avvistare il rinoceronte nero.

I cinque punti per cimentarsi in Sport

1) Safari su cammello nelle aree tribali di Samburu e Turkana, tra Isiolo e il Lago Turkana
2) Trekking sul monte Kenya
3) Pesca al largo delle coste di Malindi
4) Rafting sulle rapide mozzafiato del fiume Athi/Galana.
5) Immersioni subacque e windsurf nei dintorni di città costiere come Malindi e dell'arcipelago di Lamu.

Consigli Utili

- Mancia: Non sono obbligatorie, ma ampiamente apprezzate e attese.

- Sicurezza: In tutto il Paese si registra una recrudescenza della criminalità comune.
A Nairobi, ma anche a Mombasa, sia pure in forma minore, avvengono numerosi casi di rapine a mano armata che coinvolgono anche i turisti. Si consiglia di evitare tutte le strade extra-urbane durante le ore notturne, i quartieri poveri e le baraccopoli. In generale, è meglio astenersi dall'uso degli autobus per lunghi tragitti a causa dello scarso rispetto delle norme di sicurezza da parte degli autisti.
In caso di rapina, non opporre resistenza in alcun modo; fate attenzione a possibili truffe sulle spiagge (es. proposte di gite nell'interno del Paese ecc.), non accettate cibi o bevande da sconosciuti poiché potrebbero contenere sostanze stupefacenti, evitate di portare con sé carte di credito e Bancomat in quanto si potrebbe essere costretti a fare prelevamenti.

-Taxi: I taxi sono reperibili nelle città ma è sempre meglio contrattare prima il prezzo.

- Divieto di esportazione: E' severamente proibito esportare dal Paese i seguenti articoli e loro derivati: avorio di elefante, corno di rinoceronte, tartaruga marina, coralli, madrepore e pelli di rettili.

Ente del Turismo

Kenya Tourist Board
Kenya-Re Towers, Ragati Road, Upper Hill - Nairobi
Telefono: 00254 20 2711 262
Fax: 00254 20 2719 925
E-mail: info@kenyatourism.org

Ambasciata del Paese in Italia

Via Archimede, 164 - Roma
Telefono: 0039 06 8082 717

Ambasciata italiana nel Paese

Ambasciata d'Italia a NAIROBI
International House
Mama Ngina Street - 9° piano - Nairobi
Telefono: 00254 20 247 750/247 696/247 755
Fax: 00254 20 247 086
E-mail: ambasciata.nairobi@esteri.it